L’anticipo del processo civile crea solo caos
Di Marco (Anf) occorre invece rivedere diverse misure
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“Con un emendamento alla legge finanziaria proposto dal Governo, si propone di anticipare l’entrata in vigore della gran parte delle previsioni della riforma del processo civile al 28 febbraio 2023, anziché al 30 giugno 2023 come attualmente previsto. Si tratta di una proposta deleteria, che rischia di gettare nel caos il funzionamento del processo civile italiano”. Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Giampaolo Di Marco.
“È bene ricordare – continua Di Marco – che la legge delega di riforma del processo civile (Legge 206/2021) è stata approvata in tempi da record, sulla scorta dell’esigenza di rispettare gli obbiettivi del P.N.R.R., così come anche il provvedimento attuativo (D.Lgs. 149/2022) è stato predisposto in tempi contingentati, sempre sulla scorta della necessità di rispettare i tempi del Recovery Fund. Stupisce ora questa accelerazione, perché il termine di entrata in vigore della nuova disciplina fissato al 30 giugno 2023, oltre a rispettare il vincolo europeo, rappresenta un tempo minimale per consentire a tutto le componenti della macchina della giustizia di giungere preparate alla nuova riforma, così da evitare stravolgimenti inconsulti, controproducenti e forieri di periodi di malfunzionamento della giustizia. Oltretutto la riforma processuale contiene un gran numero di disposizioni inadeguate, che necessitano di essere riviste prima dell’entrata in vigore del provvedimento, anche attraverso il confronto con tutte le categorie professionali che partecipano al processo. È quindi indispensabile poter sfruttare appieno il semestre che ci separa dall’entrata in vigore della nuova disciplina per migliorare e ripensare i nuovi istituti, correggendo svariate misura che nell’attuale stesura rischiano di rivelarsi un fallimento annunciato” – conclude Di Marco.
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