“Una professione in trasformazione”
“Gli avvocati italiani stanno dimostrando una straordinaria capacità di resilienza e innovazione. L’apertura a nuovi modelli organizzativi, la digitalizzazione e la possibilità di espandere la propria attività in mercati più ampi sono opportunità concrete per costruire una professione più solida e sostenibile”.
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Così il Presidente di Cassa Forense, Valter Militi. presentando “Il Rapporto sull’Avvocatura 2025”, giunto alla nona realizzato in collaborazione con il Censis.
Un report che “si conferma osservatorio privilegiato sulle dinamiche della professione, affrontando temi cruciali come i trend occupazionali e reddituali, la previdenza, l’organizzazione degli studi e l’innovazione tecnologica. Lo studio fornisce, inoltre, una fotografia chiara e aggiornata delle tendenze in atto, delle criticità da affrontare e delle opportunità da cogliere”.
Per Militi lo studio, infatti “evidenzia una professione in continua trasformazione. Da un lato, si registra un calo degli iscritti a Cassa Forense, 233.260 nel 2024, con una flessione dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Questo trend, determinato da fattori economici e dall’evoluzione del mercato, riflette un ridimensionamento che impone un’attenta riflessione. In particolare, il saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni risulta più marcato tra le colleghe (meno 2.140 unità) ed è indice della difficoltà di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative, rendendo evidente la necessità di implementare le misure di supporto e sostegno in questa direzione”.
E non mancano i dati positivi, come sottolinea il Presidente “Cresce sensibilmente il fatturato della categoria, e con esso il reddito medio annuo degli avvocati (47.678 euro, con un + 6,8% rispetto all’anno precedente). Alcune fasce di età e aree geografiche vanno in doppia cifra, segnale di una ripresa progressiva e di nuove opportunità di sviluppo professionale. Permangono, tuttavia, significative differenze di genere (il reddito medio degli uomini è di 62.456 euro mentre quello delle donne è di 31.115 euro) e territoriali (in Lombardia il reddito medio è di 81.115 euro, in Calabria si attesta a 24.203 euro), che richiedono interventi mirati per garantire maggiore equità all’interno della categoria”.
E poi ci sono le nuove generazioni di avvocati che “dimostrano una notevole capacità di adattamento, scegliendo modelli di esercizio della professione più dinamici e flessibili.
Tra gli under 40, cresce il numero di coloro che operano in studi associati o in
collaborazione, segno di una maggiore apertura verso nuove forme di aggregazione professionale.
Invecchia la popolazione degli avvocati
Dal punto di vista previdenziale, il Rapporto 2025 conferma l’invecchiamento della professione: l’età media degli iscritti è salita a 48,9 anni, rispetto ai 42,3 anni di vent’anni fa, mentre il numero di avvocati pensionati è passato da 29.868 nel 2019 a 34.719 nel 2024. Tale fenomeno, affrontato dall’Ente con la riforma previdenziale entrata in vigore il 1° Gennaio 2025, rappresenta un’opportunità per favorire il passaggio generazionale e valorizzare l’esperienza. In questo contesto, è incoraggiante il dato secondo cui il 52% degli avvocati in regime forfettario sarebbe interessato alla contribuzione modulare volontaria se fosse deducibile, segnale di una crescente consapevolezza previdenziale.
La percezione del futuro
“Se è vero che il numero dei colleghi (33,3% degli intervistati) che considera l’idea di lasciare la professione, immaginando una maggiore soddisfazione con altre attività, è importante, il dato è in calo rispetto agli anni precedenti. Questo evidenzia, nonostante le difficoltà, la crescente consapevolezza della necessità di rinnovarsi e adattarsi alle nuove sfide”. E il Presidente Militi conclude “Cassa Forense è consapevole delle trasformazioni in atto e continuerà a sostenere gli avvocati italiani, garantendo tutele previdenziali adeguate e strumenti di supporto alla professione, alla salute e alla famiglia. L’innovazione sarà al centro delle strategie future, con servizi sempre più avanzati e soluzioni di welfare mirate a migliorare il benessere della categoria e a promuovere la digitalizzazione degli
studi legali. Il Rapporto 2025 non è solo raccolta di dati, ma prezioso strumento di analisi
e stimolo per il futuro della nostra professione. Il confronto tra dati oggettivi e percezioni degli avvocati ci aiuta a delineare strategie concrete per garantire la sostenibilità della professione e affrontare le sfide del presente e del futuro con determinazione e rinnovata fiducia”.
Adepp
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