Sanità alla deriva
Fermate il Titanic prima dell’impatto.
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C’è una sanità pubblica che affonda, un Titanic che punta dritto verso l’iceberg mentre sul ponte di comando Ministero e Regioni si accapigliano su poteri e competenze, senza avere la minima idea di cosa significhi davvero curare, assistere, garantire salute. Parlano di riforme, di governance, di autonomie, ma la realtà è semplice e drammatica: non conoscono la sanità e, peggio ancora, non si preoccupano nemmeno di capirla.
Facciamo una domanda semplice: vi affidereste mai alle cure di un medico senza laurea? Ovviamente no. E allora perché dovremmo accettare che a decidere le sorti della sanità pubblica siano politici, tecnici e burocrati che di sanità sanno poco o nulla? Perché dovremmo continuare a subire riforme fatte sulla pelle di cittadini e operatori, elaborate da chi non ha mai messo piede in un ambulatorio, in un reparto, in un pronto soccorso?
Questa politica sanitaria senza visione, cieca e sorda alle reali esigenze, ci sta portando dritti allo schianto. Lo diciamo chiaramente, senza mezzi termini e senza più pazienza: ascoltate chi nella sanità ci lavora ogni giorno, ascoltate chi tiene in piedi, tra mille difficoltà, un sistema che ancora nonostante tutto cura, accoglie, salva.
Se non lo farete, l’iceberg non sarà un imprevisto. Sarà una certezza. E questa volta, quando il Titanic colpirà l’iceberg, non ci sarà scialuppa di salvataggio per nessuno. Perché a bordo ci siamo tutti: cittadini, malati, famiglie, operatori sanitari.
Il tempo per evitare la catastrofe sta finendo. È l’ultima chiamata. Poi sarà troppo tardi.
Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Mondoprofessionisti
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