La testa sui dazi. Meloni critica Trump e annulla gli impegni.
Focus sulla reazione: "Serve un accordo".

La premier parla di “misura sbagliata”, segnala che la guerra tariffaria “non conviene a nessuno”, perché “inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annullato gli impegni previsti oggi in agenda, in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione di nuovi dazi da parte del governo degli Stati Uniti. Lo fa sapere Palazzo Chigi, a conferma della gravità dell’impatto degli annunci di Washington sul commercio internazionale e della necessità di concertare a livello europeo una risposta. “Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi” ha detto stamattina Ursula von der Leyen, aggiungendo che “l’Ue ha tutto ciò di cui ha bisogno per superare la tempesta. E l’unità è la nostra forza”.
“L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti” è stata la prima reazione, Giorgia Meloni appena un’ora dopo la fine del discorso di Donald Trump. Per la prima volta, Meloni critica apertamente la scelta del presidente americano, dopo aver evitato di sbilanciarsi rispetto agli annunci scanditi in queste settimane da Washington. E anche se la Casa Bianca ha chiarito che non ci saranno negoziati, il commento della premier lascia intendere che conta su margini di trattativa: “Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.
Nelle ore che hanno preceduto l’annuncio di Trump, Meloni aveva parlato dei rischi di “risvolti pesanti” dalle barriere commerciali americane, pur senza arrivare a definirli un “errore profondo” come fatto in modo limpido dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E aveva ammesso che “se servirà” bisognerà difendere gli interessi nazionali, ed europei, immaginando “risposte adeguate”. “Siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune”, la reazione a caldo di Antonio Tajani, che nelle prossime ore a Bruxelles incontrerà il commissario al Commercio Sefcovic, e predica “una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo”. “Serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta – è convinto il ministro degli Esteri -, che tenga conto delle preoccupazioni americane ma tuteli i sacrosanti interessi europei. Il Governo non lascerà indifeso il sistema produttivo italiano”.
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, commenta i dazi di Trump, dicendo che “da Paese esportatore i dazi ci preoccupano, il 20% è un dato importante ma aspettiamo di capire esattamente quali saranno gli effetti delle scelte dell’amministrazione americana”. “Ora dobbiamo evitare una guerra commerciale che non è utile a nessuno. Il nostro obiettivo è collaborare con l’Unione europea e con i nostri alleati occidentali e strategici, come gli Usa, per trovare soluzioni che tutelino l’interesse nazionale italiano, europeo e americano – prosegue -. Non giudico quindi il modo di trattare, mi auguro che la presidente della Commissione europea, in collaborazione con gli stati nazionali, si muova per raggiungere un accordo diplomatico a vantaggio di tutti”. La premier Meloni ha parlato di “risposte adeguate” nel caso in cui si arrivasse davvero al muro contro muro tra l’Ue e gli Usa. “Mi auguro che non ci troveremo davanti a situazioni non sostenibili, ma se si arrivasse a una prevaricazione, abbiamo pronte alcune azioni per sostenere i settori colpiti da queste criticità”, evidenzia il ministro. Il settore del vino “ha toccato tutti i record in termini di valore in questo periodo, abbiamo raggiunto il record nell’export. Poi certo, se dovesse cambiare la situazione e il comparto avesse problemi, prevediamo aiuti – conclude -. Ma vale per tutti i settori che dovessero subire un’inversione di tendenza”.
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