Questa Consulta non s'ha da fare.
Salta ancora una volta l'accordo, per i 4 giudici costituzionali si dovrà aspettare.
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L’indicazione che è arrivata ai senatori della maggioranza per i 4 giudici da mandare alla Consulta è quella di “votare scheda bianca”. Lo si apprende da ambienti parlamentari. Così per la convocazione del Parlamento in seduta comune si prevede l’ennesima fumata nera. “Il tema è il quarto nome che deve essere concordato tenendo conto dell’opposizione che non è una forza sola. La maggioranza al suo interno la quadra la trova. E non so se oggi, ma di certo in settimana si chiude”. Così Paolo Barelli, capogruppo FI alla Camera, interpellato dai cronisti a Montecitorio.
Il rischio, a questo punto, è quello di pregiudicare la ricostituzione del plenum della Consulta entro lunedì prossimo, quando la Corte si riunirà in camera di consiglio sull’ammissibilità dei referendum, tra cui quello sull’Autonomia.
Pur riconvocando le Camere entro la settimana (la capigruppo di Montecitorio è convocata per domattina alle 9), si procederebbe infatti sul filo di lana. Dal momento che dopo la nomina parlamentare dei giudici costituzionali, ci sono una serie di passaggi formali ed obbligati da effettuare prima della assunzione delle funzioni da parte dei neo- eletti e quindi prima della loro possibilità di partecipare alla Camera di consiglio di lunedì.
La Corte costituzionale dovrà effettuare la verifica di requisiti e non incompatibilità dei ‘vincitori’ che immediatamente dopo dovranno prestare giuramento davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnandosi formalmente a svolgere il loro mandato con imparzialità, indipendenza e rispetto della costituzione. Insomma, mettere insieme tutte le caselle in questi pochi giorni sembra una corsa contro il tempo.
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