Botte e minacce agli infermieri. Finalmente si denuncia di più.
Di Tuccio (Fnopi): situazione grave, aggressioni fisiche e verbali specialmente nei pronto soccorso.
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“Il quadro continua a essere preoccupante. Le aggressioni fisiche e/o verbali contro i professionisti della sanità, in particolare infermieri, sono sempre tante. L’aumento in termini numerici, però, presenta anche un risvolto positivo, visto che riflette la progressiva emersione di un fenomeno che fino a poco tempo fa rimaneva spesso in ombra. Oggi, grazie a campagne di sensibilizzazione, corsi di formazione e a un alto livello di attenzione, sono molti di più i medici, gli infermieri, gli operatori socio – sanitari e altri che, subita un’aggressione, denunciano”.
Sandro Di Tuccio, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Fnopi) della provincia di Macerata, sintetizza in questo modo la situazione inerente ai rischi che il personale sanitario corre sul posto di lavoro, a causa di pazienti e familiari che sono sempre pronti a insultare o a menare le mani. “Negli ultimi due anni – spiega Di Tuccio – ci sono stati episodi anche gravi, spesso nei pronto soccorso. Una infermiera, ad esempio, ha avuto lo sterno sfondato da un calcio, un’altra intervenuta per calmare una persona è stata spintonata fino a cadere rovinosamente a terra, riportando la frattura di una spalla”. Ma molti sono gli episodi accaduti anche in corsia o nei reparti. “Un paziente – prosegue il presidente della Fnopi – ha preso a calci e sputi un infermiere. Un altro stava sottraendo un referto che non poteva assolutamente prendere. È stato visto e l’infermiera ha cercato di fermarlo, con il risultato che la malcapitata è stata colpita e ha avuto la frattura delle costole”. Altri casi sono solo apparentemente meno gravi, visto che comunque denotano un comportamento
“Un paziente ha scavalcato le sponde del letto e ha minacciato l’infermiera con la punta del deflussore che si applica alla flebo, un altro ha dato un calcio a un’infermiera facendole cadere gli occhiali. Il familiare di una paziente ha spinto con la forza un’infermiera nella camera dov’era ricoverata la madre, costringendola a rimanere all’interno con le minacce”. E ci sono anche situazioni che la dicono lunga non solo sull’educazione delle persone, ma anche su una certa deprecabile mentalità. “In un reparto dell’ospedale di Macerata, di notte, alcuni pazienti hanno sentito puzza di fumo. Due giovani infermiere sono intervenute subito e hanno trovato un uomo che stava fumando. Gli hanno detto di spegnere subito la sigaretta. La risposta è stata sprezzante: “Faccio come voglio. Fanno bene gli uomini a fare i femminicidi. Non mi rompete i c….”. Le aggressioni e le minacce verbali, spesso portando il pugno verso il volto dell’infermiere, poi, sono all’ordine del giorno. “Forse però qualcosa si sta muovendo. L’aumento delle denunce e essere venuti a conoscenza della pena che si rischia di pagare, cominciano a produrre una certa deterrenza”, conclude Di Tuccio.
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