Anno: XXV - Numero 159    
Giovedì 5 Settembre 2024 ore 13:00
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La giustizia al contrario

Il giovane americano andrà dalla nonna a Fregene. Polemiche e sconcerto dopo la decisione della Corte di dimezzare le pene ai due studenti condannati per l’omicidio del vicebrigadiere.

La giustizia al contrario

La seconda corte di Assise di Appello di Roma ha accolto l’istanza della difesa e concesso gli arresti domiciliari a Gabriele Natale Hjorth, uno dei due giovani americano nei cui confronti i giudici hanno ridotto la pena a 11 anni e 4 mesi nel processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega avvenuto a Roma il 26 luglio del 2019. L’americano sconterà la pena nella casa della nonna a Fregene.

La Corte aveva dimezzato la pena anche per Finnegan Lee Elder, condannato a 15 anni e due mesi di carcere. I due studenti statunitensi erano tornati in Aula per il secondo processo di appello, dopo che la Cassazione aveva stigmatizzato pesantemente le motivazioni della prima decisione di secondo grado. Si è passati da una condanna in primo grado all’ergastolo, ad una a 24 e 22 anni in secondo grado, e poi a questo ulteriore ridimensionamento: sono cadute le aggravanti e così si è potuto accedere allo sconto di pena previsto per il rito abbreviato.

“Lo sconcerto è tanto dopo la decisione della seconda corte d’assise di Roma di accogliere le richieste dei domiciliari per Gabriel Natale Hjorth. Rosamaria, la moglie di Mario Cerciello Rega è totalmente sconvolta dalla notizia che ha appreso. Come sua abitudine, non intende commentare, ma è pervasa da un profondo senso di sfiducia”, riferisce l’avvocato Massimo Ferrandino, legale della vedova del carabiniere ucciso a coltellate.

“Non conosciamo ancora le motivazioni che la corte ha preso per ridurre drasticamente le pene ai due americani e già uno dei due viene mandato ai domiciliari nella splendida cornice di Fregene – aggiunge il legale – Mario Cerciello Rega, valorosissimo servitore di Stato, è morto sotto i colpi di undici coltellate, ma evidentemente non si era inteso che i fendenti non fossero terminati il 26 luglio di cinque anni fa. Viene piuttosto voglia di pensare che ci sia ‘una Giustizia al contrario’”, conclude Ferrandino.

Contro la decisione della Corte si muove anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “Con un’interrogazione urgente chiedo al Ministro della Giustizia Nordio di disporre in via immediata un’ispezione sulla Corte di Appello di Roma.  Nonostante la condanna a 11 anni, peraltro irrisoria, decisa in sede di appello e nonostante il fatto che questo americano non abbia risarcito in alcun modo i familiari del maresciallo Cerciello, come ha eccepito l’ottimo avvocato Coppi, è stata disposta l’uscita dal carcere. Si tratta di una decisione vergognosa. Che offende tutto il popolo in divisa. Che mortifica l’Arma dei Carabinieri. Che offende la famiglia Cerciello. Che indigna tutti i cittadini onesti. La Corte d’Appello, senza nemmeno attendere un risarcimento, ha assunto una decisione sconcertante. La magistratura scrive una ulteriore pagina che sconforta gli onesti. La magistratura scrive una ulteriore pagina che sconforta gli onesti. Chiedo che il Ministro della Giustizia disponga un’immediata ispezione su questo atto inqualificabile”. 

Il Dubbio

 

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