I penalisti internazionali si schierano con Giorgia Meloni contro Rula Jebreal: "La difendiamo gratis" Lo scontro a distanza tra la premier in pectore Giorgia Meloni e Rula Jebreal non si ferma.
I penalisti internazionali si schierano con Giorgia Meloni contro Rula Jebreal: "La difendiamo gratis"Lo scontro a distanza tra la premier in pectore Giorgia Meloni e Rula Jebreal non si ferma.
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In verità, è la giornalista palestinese che continua a lanciare attacchi su Twitter alla leader di FdI, che qualche giorno fa l’ha querelata ma che non ha più replicato alle nuove accuse. A difenderla, però, ci ha pensato qualcun altro (come se ce ne fosse bisogno). Si tratta delle Camere penali del diritto europeo e internazionale, un’associazione di penalisti fondata nel 2017 e che oggi vede a capo l’avvocato Alexandro Maria Tirelli.
“La nostra è una organizzazione senza connotazioni ideologiche o partitiche – ha spiegato Tirelli – che si batte per l’affermazione dei principi di legalità e del giusto processo non solo in Italia e in Europa, ma in tutto il mondo. Riteniamo l’attacco all’onorevole Meloni, cui esprimiamo la nostra solidarietà, un pessimo esempio di giornalismo e una umiliazione dei principi cardine dello Stato di diritto e della nostra Costituzione”. Per questo motivo, Tirelli ha proseguito: “Le Camere penali del diritto europeo e internazionale sono pronte a rappresentare e difendere gratuitamente Giorgia Meloni”.
Il presidente delle Camere penali internazionali: “Non vogliamo offrire a personaggi in cerca di visibilità come Jabreal il potere di diffamare”
Il presidente delle Camere penali del diritto europeo e internazionale Alexandro Maria Tirelli, che è uno dei più noti avvocati penalisti italiani, riconosciuto come cultore ed esperto di diritto internazionale, ha così motivato il suo plateale (e non richiesto) appoggio a Giorgia Meloni nel contesto degli attacchi di Rula Jebreal:
La responsabilità penale è personale e questo significa che mai e poi mai le colpe dei padri possono ricadere sui figli. Riteniamo anzi che chi abbia scelto un percorso di impegno pubblico e sociale, pur in presenza di un cattivo esempio in famiglia, vada indicato come modello da seguire. Demonizzare una persona, al di là delle divergenze ideologiche o politiche, usando storie familiari dolorose e drammatiche, checché se ne dica, è un atto di gravissima inciviltà e di vigliaccheria. Le opinioni di tutti vanno tutelate e difese, ma questo non significa offrire a personaggi in cerca di visibilità, come la signora Jabreal, il potere di diffamare atteggiandosi poi a vittima. Il libero giornalismo è uno dei fondamenti dello Stato liberale; ma a questo punto viene da domandarsi se la signora Jabreal confonda il diritto italiano con quello palestinese.
Non si tratta di evocare censure o liste di proscrizione, che sono lontanissime dallo spirito che anima la nostra organizzazione internazionale a cui sono associati quasi mille avvocati in tutto il mondo, ma di riportare il dibattito pubblico entro i limiti civili. E questa sarebbe la nostra posizione anche se a subire un attacco vergognoso, come quello di cui è stata autrice, fosse stata la signora Jabreal.
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