Le famiglie italiane
Secondo gli ultimi dati Istat, le famiglie italiane sono 25.700.000 e sono formate in media da 2,3 componenti. Le famiglie di persone sole sono il 33,3%.
In evidenza
Secondo i dati offerti dalla Banca d’Italia le famiglie italiane dispongono di una ricchezza di 11.000 miliardi di cui 5.200 miliardi in prodotti finanziari e il resto fra case e terreni.
Un importo assai considerevole se pensiamo che ad ottobre 2023 il debito pubblico italiano era di 2.868 miliardi, quello della Germania di circa 2.368 miliardi e quello della Francia sfiora i 3.000 miliardi.
In questi giorni, sempre la Banca d’Italia, ha pubblicato uno studio sulla distribuzione della ricchezza nelle famiglie italiane.
“Le nuove statistiche quantificano l’eterogeneità della composizione del portafoglio delle famiglie italiane, che è rappresentato principalmente da abitazioni e depositi, per quelle meno abbienti, ed è maggiormente diversificato per quelle più ricche (con un peso significativo di azioni e di attività non finanziarie non residenziali). Il 5% delle famiglie italiane più abbienti possiede circa il 46% della ricchezza netta totale. La concentrazione della ricchezza netta è aumentata fra il 2010 e il 2016, per poi mantenersi pressoché stabile; la dinamica più recente, caratterizzata da una lieve crescita nel 2021 e da una riduzione nel 2022, sembra riflettere principalmente l’andamento dei prezzi delle attività finanziarie detenute dalle famiglie appartenenti al decile più ricco. Nel confronto internazionale, l’indice di Gini [uno degli indicatori di disuguaglianza maggiormente utilizzati in letteratura che varia tra zero (perfetta equa distribuzione) a uno (massima concentrazione). Per l’Italia pari a 0,76], è inferiore per l’Italia rispetto all’area dell’Euro e in linea con il dato francese; la Germania risulta il paese con il maggior grado di diseguaglianza”. (Fonte: I conti
distributivi sulla ricchezza delle famiglie: metodi e prime evidenze, Banca d’Italia).
Grossomodo gli stessi numeri si ritrovano nel numero di pensioni liquidate per categoria nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti per il periodo gennaio – settembre 2023.
“Per le pensioni di vecchiaia – maschi – abbiamo un totale di 27.477 pensioni di cui solo 2.255 da € 3.000,00 e più. Per le femmine, stesso periodo, 36.945 pensioni di cui solo 443 di € 3.000,00 e più”. (Fonte: Monitoraggio dei flussi di pensionamento, INPS, Rilevazione del 2 ottobre 2023, pagg. 37 e 38, Tavole 9A/bis e 9B/bis).
Non dissimile la situazione dei pensionati di Cassa Forense come risulta dall’ultima tabella pubblicata:
Tutti questi dati ci dicono che le politiche degli ultimi decenni hanno impoverito il ceto medio e aumentato le disuguaglianze.
Ma Alberto Brambilla, elaborando le dichiarazioni dei redditi degli italiani, è andato a vedere chi paga le tasse in Italia:
“Irpef, chi paga davvero le tasse in Italia tra finti poveri e ricchi immaginari.
Quelli che dichiarano guadagni annuali dai 35 mila euro in su sono soltanto il 13,22%, cioè 5,5 milioni, meno del 10% della popolazione, ma pagano il 58,86% di tutta l’Irpef e non godono di alcuna agevolazione, bonus o sconto, se non — e ci mancherebbe altro — bonus edilizi, previdenza complementare e poco altro”.
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