Ncc con licenza esterna, via libera a Roma: stop ai sequestri
Via libera agli Ncc con licenza esterna: il tribunale di Ragusa ribalta anni di sequestri e denunce. A Roma si riapre l'intramontabile dibattito sulle regole.
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E rieccoci. Dopo anni di polemiche, sequestri e processi, il tribunale di Ragusa ha autorizzato i famosi Ncc con licenza rilasciata fuori da Roma a lavorare liberamente nella Capitale. Tirano un bel sospiro di sollievo centinaia di autisti, rimasti impantanati in questioni legali e blocchi amministrativi. Professionisti che, per esigenze di mercato o per altri motivi , hanno deciso di ottenere una licenza fuori Roma. Poi, quando cercavano di operare nella Città Eterna, finivano risucchiati in una spirale senza apparente via d’uscita.
La legge della discordia
Il brusio di sottofondo non si è placato dalla legge 12 del 2019, la quale, a grandi linee, imponeva a un Ncc di partire sempre dalla rimessa una volta conseguito il titolo, e di tornarci subito dopo aver concluso la corsa. In teoria, se un autista di Siracusa aveva base in Sicilia ma un cliente lo chiamava a Roma, gli sarebbe toccato iniziare il servizio già in Sicilia e, una volta finito il lavoro nella Capitale, rientrare subito: un’assurdità.
E in effetti, sono scoppiate le critiche al Governo. L’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) l’ha bocciata, la Commissione Europea ha storto il naso, e pure la Corte costituzionale, nel 2020, ha fatto fuori l’obbligo di rientro immediato in rimessa. Eppure, a Roma, sono comunque piovute denunce e sanzioni contro gli autisti “forestieri”, colpevoli solo di aver cercato di lavorare in una città dove bandi e licenze sono fermi da decenni.
Dunque, qualche associazione di tassisti e di Ncc romani ha sporto denuncia contro i colleghi venuti da fuori, ipotizzando addirittura la truffa. Da qui, una quarantina di processi: chi si è visto sequestrare la licenza, chi è stato costretto a fermare il veicolo e chi, in particolare, ha subito un grave danno economico. Perché tenere un’auto di lusso ferma nel garage comporta lo stesso costi di assicurazione, bollo, manutenzione e finanziamenti da saldare. Per ogni mezzo bloccato, le perdite avrebbero superato i 100.000 euro all’anno.
Autisti prosciolti
Ora, però, iniziano ad arrivare le sentenze, raccontando una storia agli antipodi. Il tribunale di Ragusa ha prosciolto nove autisti (che insieme avevano 18 licenze), quello di Siracusa ha fatto lo stesso con altri due. E non finisce qui: molti Giudici di Pace, in diverse parti d’Italia, hanno pure bacchettato il ministero dell’Interno per aver sanzionato ingiustamente gli Ncc. In sostanza, i giudici dicono che “il fatto non sussiste” e che la legge non può essere interpretata in modo così rigido.
Intanto, a Roma, rimane il problema della carenza di licenze. L’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, ha in mente da tempo un bando per rilasciare nuove autorizzazioni, specie con l’inasprimento delle regole del Codice della Strada sull’alcol test. Tutto è, però, in standby in attesa di mosse decisive dal ministero delle Infrastrutture. Matteo Salvini, infatti, vorrebbe ulteriormente imporre il rientro al Comune d’origine dopo ogni servizio, una stretta che complicherebbe la vita agli Ncc esterni e costringerebbe Roma a mettere in campo un numero maggiore di nuove licenze (si parla addirittura di 3.000). Ora la palla passa al legislatore, al quale toccherà stabilire regole chiare e attuabili, così da non rifare capolino in tribunale.
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