A sinistra abbiamo fallito.
Bertinotti: Rassegnati all'ineluttabilità del capitalismo
In evidenza

L’ex leader di Rc Fausto Bertinotti: si rimprovera in un’intervista alla Stampa “di non aver sciolto il partito, Rifondazione, nel movimento altermondista come nuova soggettività politica per uscire da sinistra dal Novecento”.
“Il giorno in cui il fucile diventa la protesi del braccio, è il fucile che comanda, ed è quel che sta succedendo nel mondo e in Europa”. Lo spiega Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione, ex presidente della Camera a La Stampa citando le parole del comandante Marcos per commentare quello che accade in Ue. Il suo libro in uscita ha il titolo ‘La sinistra che non c’è’.
“Il giorno in cui il fucile diventa la protesi del braccio, è il fucile che comanda, ed è quel che sta succedendo nel mondo e in Europa”. Lo spiega Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione, ex presidente della Camera a La Stampa citando le parole del comandante Marcos per commentare quello che accade in Ue. Il suo libro in uscita ha il titolo ‘La sinistra che non c’è’.
“Noi abbiamo fatto una traversata verso l’ignoto, ed è finita in un fallimento – ammette – . La sua misura è nel dissolvimento di quel popolo riassunto nella canzone ‘qualcuno era comunista’ di Gaber. Un popolo tenuto insieme non da un’ideologia ma da un bisogno di alternativa. Quella dopo è una classe politica senza storia e senza memoria, rassegnata all’ineluttabilità del capitalismo. Questa è diventata l’unica ideologia che ha divelto l’autonomia della politica”.
Bertinotti si rimprovera una cosa “di non aver sciolto il partito, Rifondazione, nel movimento altermondista come nuova soggettività politica per uscire da sinistra dal Novecento – spiega -. Un’operazione luxemburghiana, che avrebbe anticipato una piega diversa dal populismo. Quello è stato l’ultimo grande movimento di massa di critica alla globalizzazione”.
L’ex presidente della Camera non è antieuropeista. “Tutt’altro. Dico, come allora: ‘Sì all’Europa, no a Maastricht’. L’Europa di oggi tradisce il suo inventore. Jacques Delors che aveva proposto tre punti di riferimento per il processo di integrazione: debito, deficit e occupazione – conclude – . Quest’ultimo è stato amputato e, infatti, prima arriva il ciclo conservatore di Angela Merkel, poi il populismo”.
Altre Notizie della sezione

Vi racconto il fallimento della politica visto dal profondo di queste celle
26 Marzo 2025Nella lettera dal carcere di Gianni Alemanno, detenuto a Rebibbia dal 31 dicembre 2024, la frustrazione dei detenuti che ascoltano il dibattito parlamentare alla radio.

I costituenti lo sapevano: i giudici sono uniti ai Pm solo nei regimi
21 Marzo 2025La riforma costituzionale della separazione delle carriere, inemendabile in Parlamento, viaggia verso il referendum 2026.

Giampiero Massolo: “Nel grande negoziato fra Trump e Putin, l’Ucraina scompare”
20 Marzo 2025L'ambasciatore, ex segretario generale alla Farnesina, a Huffpost: "Kiev teme di essere sacrificata in nome di una logica più complessiva. Gli europei aspettano le reazioni ucraine per allinearsi.