Anno: XXVI - Numero 39    
Martedì 25 Febbraio 2025 ore 14:00
Resta aggiornato:

Home » Bloccati fino a lunedì i server del civile per attivare l’accesso remoto ai registri

Bloccati fino a lunedì i server del civile per attivare l’accesso remoto ai registri

Via Arenula: lo stop (dalle 15 di oggi) necessario all’avvio del vero smart working

Bloccati fino a lunedì i server del civile per attivare l’accesso remoto ai registri

Sarebbe una cattiva notizia. Della serie: lavori in corso, servizio sospeso, ce ne scusiamo con l’utenza. Ma la news pubblicata ieri sul sito del ministero della Giustizia è in realtà l’annuncio di un passo avanti. Si comunica che dalle 15 di oggi e fino, «presumibilmente», alle 8 di lunedì prossimo, saranno interrotti di fatto tutti i servizi informatici del settore civile. Ma lo stesso titolo della notizia pubblicata sul portale giustizia. it si completa con la seguente spiegazione: «Modifiche evolutive al fine di consentire l’accesso da remoto (smart working) al personale di cancelleria di Corti d’Appello e Tribunali» . È una lunga attesa che sta per concludersi: quella per l’effettiva attivazione dell’uso “da casa” dei registri generali, che sarà possibile anche per i dipendenti della Giustizia destinati al lavoro a distanza a causa del covid. Una sorta di araba fenice dell’amministrazione di via Arenula, indicata come indispensabile da tutte le rappresentanze forensi (dal Cnf all’Ocf fino all’Unione nazionale dei civilisti e all’Ucpi) ma rimasta un miraggio a lungo, anche nei mesi cupi del lockdown della scorsa primavera. E invece, secondo quanto pubblica il sito del ministero, ci siamo: «Presumibilmente alle ore 08: 00 del giorno lunedì 9 novembre c. a.» sarà implementata l’innovazione prevista anche nel Dl Ristori.

Secondo la news, «per l’installazione di modifiche evolutive sui sistemi del civile al fine di consentire l’accesso da remoto ( modalità di lavoro in smart working) al personale di cancelleria del settore civile delle Corti di Appello e dei Tribunali, si procederà alla interruzione» dei servizi «con le seguenti modalità temporali: per tutti gli uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero territorio nazionale, compreso il Portale dei Servizi Telematici, dalle ore 15: 00 del giorno venerdì 6 novembre e sino, presumibilmente, alle ore 08: 00 del giorno lunedì 9 novembre c. a». Dopodiché si precisa che «durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e saranno, quindi, disponibili le funzionalità relative al deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo di tutti i sistemi. Durante le summenzionate interruzioni programmate», si legge ancora nella nota informativa, «non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi». Vuol dire che in realtà non funzionerà nulla: l’esito della mail arriverà comunque solo al ripristino. Dopo un ulteriore pro memoria per magistrati e cancellieri, segue un più ecumenico riepilogo sui servizi informatici del settore civile sospesi: «L’aggiornamento ( anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato; il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati; tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici; tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni; i pagamenti telematici compreso il pagamento del contributo di pubblicazione di un’inserzione sul Portale delle Vendite; l’accesso al Portale Deposito atti Penali per il deposito con modalità telematica di atti penali». Un disagio, certo. Ma che avvocati, magistrati e personale avrebbero vissuto volentieri con qualche mese di anticipo.

Fonte: IlDubio

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Carriere separate, braccio di ferro in Commissione.

Carriere separate, braccio di ferro in Commissione.

24 Febbraio 2025

Il neopresidente dell’Anm Cesare Parodi: «Difendiamo la Costituzione». Replica il presidente dei penalisti italiani, Francesco Petrelli: «Il Csm non può essere un cartello elettorale».

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.