Esame orale per gli avvocati
Stop al ritorno dell'esame scritto per l'abilitazione degli avvocati. Per quest'anno potrebbe essere confermata la prova orale, istituita durante il periodo Covid per permettere lo svolgimento del test anche con le restrizioni adottate in piena pandemia.
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Potrebbe, quindi, arrivare un nuovo provvedimento normativo che estenda la validità della misura adottata nel 2021. È il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto ad aprire alle richieste dell’avvocatura, in particolare del Consiglio nazionale forense e dell’Associazione italiana giovani avvocati, immaginando un possibile dietrofront del dicastero, che aveva annunciato il ritorno alle prove scritte a partire da quest’anno.
Il ministero aveva comunicato le novità con una circolare inviata alle corti d’appello nella quale, in sostanza, si sanciva la chiusura del regime eccezionale e il ritorno alla prova scritta. Una scelta che, come detto, ha provocato le reazioni avverse del mondo dell’avvocatura italiana. Il presidente del Cnf Francesco Greco ha inviato una nota al ministero per chiedere la proroga degli esami orali. Nella lettera, Greco spiega che il ripristino delle originarie modalità di svolgimento dell’esame, non preceduto da una riforma dell’accesso alla professione, causerebbe unicamente «grandi difficoltà ai tirocinanti, i quali nel giro di pochi mesi dovrebbero rivedere i criteri di studio e si troverebbero a svolgere le prove d’esame avendo basato la preparazione per un esame organizzato con diverse modalità». La lettera si chiude poi con un invito a via Arenula «di istituire, il prima possibile, un tavolo di lavoro per regolare definitivamente l’accesso alla professione di avvocato, in relazione al quale il Consiglio nazionale esprime sin da ora la massima disponibilità a parteciparvi». Preoccupazioni simili anche dal presidente Aiga Francesco Perchinunno, che in una nota esprime «forti preoccupazioni per l’invio della circolare interna sull’esame di abilitazione diretta alle corti d’appello, dalla quale si evince il ‘ritorno al passato’, e l’assenza di una comunicazione ufficiale, che contribuiscono a generare un clima di forte tensione in migliaia di praticanti avvocati. Facciamo nostre le preoccupazioni ed il disagio dei giovani futuri colleghi che, improvvisamente, e solo in via informale, hanno appreso del ripristino delle ordinarie modalità d’esame. Tale decisione appare di gran lunga errata: si perderebbero i benefici, in termini di tempistiche, certezze, valutazioni e riduzione dei costi, che la modalità emergenziale aveva garantito, e si creerebbe un grave danno per tutti i candidati. Ribadiamo», conclude la nota Aiga, «la necessità di prorogare l’attuale disciplina che prevede il doppio orale, quanto meno per l’anno in corso, e auspichiamo un immediato intervento risolutore da parte del ministero, volto a prorogare formalmente le attuali modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione anche per la sessione 2023/2024».
Le proteste hanno quindi portato a un primo ripensamento da parte del ministero. Parlando al Dubbio, infatti, il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto ha constatato la «levata di scudi» del mondo forense, concordando con le difficoltà tecniche di un ritorno immediato alle prove scritte e affermando che è in corso una valutazione attenta delle perplessità emerse.
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