BLOCCO SFRATTI, ALTRO RINVIO ALLA CONSULTA
È ormai una gragnuola di colpi quella che si abbatte, al ritmo di uno alla settimana, contro il decreto di blocco degli sfratti recentemente rinnovato dal Parlamento con l’assenso del ministro della Giustizia Cartabia.
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Dopo le accurate ordinanze (di cui abbiamo già dato conto su queste colonne) dei Tribunali di Trieste e Piacenza, è ora la volta del Tribunale di Savona (giudice dott. Eugenio Tagliasacchi) che, in un argomentato e dettagliato provvedimento di 12 pagine, ha anch’egli sollevato eccezione di costituzionalità avanti la Consulta della normativa in questione per violazione degli articoli 3, 11, 24, 41, 42, 111 e 117 della Costituzione nonché dell’articolo 6 della Convenzione dei Diritti dell’uomo, dell’art. 1 del Protocollo addizionale 1 CEDU e dell’art. 47 della Corte dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Ciò, nella parte in cui la disposizione di blocco “prevedono una sospensione automatica e generalizzata dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili locati e precludono al giudice ogni margine di prudente apprezzamento del caso concreto, sotto il profilo della valutazione comparativa delle condizioni economiche di conduttore e locatore e della meritevolezza dei contrapposti interessi”.
L’Ordinanza del Tribunale di Savona, oltre che per i richiami alla normativa europea, è particolarmente interessante per il per il caso in cui l’eccezione di costituzionalità è sollevata: quello dell’Ufficiale giudiziario che oppone la proroga per non eseguire l’atto richiesto, con possibile (teorica) configurazione della responsabilità di cui all’art. 60 c.p.c. così radicandosi la competenza a giudicare, in punto, del Giudice dell’Esecuzione. Si pensi anche solo al caso in cui la questione di responsabilità si ponesse per una fattispecie in cui non si esegua uno sfratto per la mera assenza della Forza pubblica in una situazione di assoluta pace, senza alcuna minaccia o violenza all’Ufficiale procedente. Altrettanto, l’ordinanza è di interesse generale perché viene considerato il caso della situazione di una locatrice senza mezzi, tant’è che è stata ammessa al gratuito patrocinio.
Di Corrado Sforza Fogliani
Presidente Centro studi Confedilizia
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