Anno: XXVI - Numero 60    
Venerdì 28 Marzo 2025 ore 14:00
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MEDICI SOSPESI O RADIATI SUBITO FUORI

Cambiano le regole per i medici che subiscono un provvedimento dal proprio ordine professionale.

MEDICI SOSPESI O RADIATI SUBITO FUORI

Le principali novità sono le procedure più snelle e l’immediata esecutività delle sanzioni comminate dagli ordini. A rendere note le modifiche è stato il ministero della Salute, che ha fatto sapere di aver predisposto lo schema di riforma con l’obiettivo di “rendere più spedita la trattazione e decisione del giudizio” per i medici e le professioni sanitarie.

Le novità, in particolare, sono contenute nello schema di riforma della Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps), l’organo incaricato di giudicare i ricorsi contro i provvedimenti disciplinari degli Ordini sia in materia di iscrizione e cancellazione dagli Albi sia sui ricorsi elettorali. Ecco cosa sappiamo

Cosa cambia per i medici

Come funziona oggi

  • Fino a oggi, quindi prima della riforma, non è così: la sanzione, cioè, non è subito operativa. Prima di essere sospesi o radiati, in base alle vecchie regole i medici possono fare ricorso all’organo deputato – la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie o Cceps – e continuare a lavorare in attesa del responso
  • Per approfondire: Sanità, aumentano aggressioni a operatori sanitari (+5,5%): per ogni Asl 116 casi. I dati

Commissione bloccata

L’annuncio del ministero

  • Ad annunciare la riforma è stato il ministero della Salute. “La proposta di riforma, a tutela dei cittadini e degli stessi professionisti, prevede interventi per snellire le lungaggini procedurali e rendere più spedita la trattazione e decisione del giudizio“, ha spiegato in una nota. “Stabilisce che le sanzioni comminate dagli Ordini siano immediatamente esecutive, in attesa della decisione della Commissione, a differenza di quanto accade oggi per cui il ricorso alla Commissione sospende l’efficacia della sanzione, sia essa radiazione o sospensione. In questo modo, i medici radiati o sospesi non potrebbero esercitare la professione fino alla pronuncia della Commissione”, continua. La riforma inoltre prevede, spiega ancora il ministero, “la costituzione di due sezioni – una per i medici e gli odontoiatri, che rappresentano più della metà del contenzioso, e l’altra per le altre professioni sanitarie – che si occuperanno sia dei ricorsi pendenti che dei nuovi ricorsi”

I numeri

  • Il ministero ha dato anche alcuni numeri, chiarendo che l’attuale arretrato della Commissione ammonta a 896 ricorsi. Di questi, sono 64 i ricorsi pendenti per radiazioni. “Per quanto riguarda l’arretrato dei ricorsi in attesa di giudizio, la Commissione in carica nel quadriennio 2016/2020, scaduta a dicembre 2020, ha lasciato oltre 400 ricorsi da trattare. Fino alla sua ricostituzione nel gennaio 2021, la Commissione non si è potuta riunire, accumulando ulteriore arretrato che complessivamente, a oggi, conta 896 ricorsi pendenti (di cui oltre 600 maturati dal 2017 al 2022) tra ricorsi elettorali, iscrizione e cancellazione dagli Albi e provvedimenti disciplinari, tra cui sospensioni o radiazioni”, si legge. Il ministero ha poi ricordato che, “in assenza del presidente, la Commissione non può essere operativa e ciò contribuisce ad alimentare l’arretrato: il 30 gennaio del 2023 si è dimessa la presidente Elena Stanizzi, sostituita a giugno del 2023 da Antonio Pasca designato, come prevede la legge, dal Consiglio di Stato, il quale a sua volta ha rassegnato le dimissioni l’8 agosto 2024 ed è stato sostituito dall’attuale presidente Valeria Vaccaro nominata a febbraio 2025”

La questione

  • La questione dei ritardi è stata sollevata anche dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che aveva stimato in 200 i medici che sono stati radiati dal proprio ordine di appartenenza e che continuano a esercitare la professione in attesa del giudizio definitivo della Commissione. Un numero cospicuo di medici, “nelle more del giudizio, visto che il ricorso sospende l’efficacia della sanzione, continuano a fare i medici, anche se avessero commesso fatti gravi”, ha spiegato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli

La situazione a Milano

  • Unanime la preoccupazione espressa nelle ultime ore dagli Ordini dei medici provinciali. A Milano sono una sessantina i procedimenti bloccati. “È una situazione disarmante”, ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Milano Roberto Carlo Rossi. “Abbiamo persone che si sono macchiate anche di reati gravissimi a cui sono state comminate sanzioni disciplinari severe, come la sospensione e la radiazione. Queste sanzioni, però, non vanno a segno perché il ricorso sospende il provvedimento”, ha spiegato. Per Rossi “non c’è nulla di negativo nella possibilità di opporre ricorso a un provvedimento dell’Ordine di appartenenza. Anzi, è un fatto di civiltà giuridica, ma il procedimento deve funzionare”

La situazione a Roma

  • Non va meglio nella capitale, dove le sanzioni congelate sono un centinaio, ha riferito il presidente dell’Ordine dei medici di Roma Antonio Magi. Ad aggravare la situazione, ha spiegato, è il fatto che l’Ordine non può comunicare le sanzioni disciplinari comminate ai propri iscritti. “Per ragioni di privacy, fino a che la sanzione – per esempio una radiazione – non diviene definitiva, noi non possiamo comunicarla. Un paziente, quindi, potrebbe essere seguito da un medico che ha già ricevuto una radiazione senza saperlo. In tal modo non possiamo tutelare il cittadino”, ha detto Magi

La proposta

  • Il presidente della Fnomceo Anelli ha anche proposto l’istituzione, in seno alla Cceps, di una sezione stralcio che possa esaminare i ricorsi in sospeso sulle sanzioni meno gravi. Questa proposta è poi stata recepita in un emendamento al decreto PA presentato dalla deputata di Forza Italia Annarita Patriarca. Anelli ha anche accolto positivamente la volontà del ministero di riformare la Commissione. “Il suggerimento che noi vorremmo dare al ministro è di utilizzare lo strumento del decreto per rendere più rapido l’iter della riforma”, ha aggiunto. Per Anelli, quindi, sarebbe opportuno “istituire, in seno alla Cceps, una sezione stralcio, che possa esaminare i ricorsi in sospeso al 31 dicembre 2024 relativamente alle sanzioni meno gravi, sino alla sospensione, per dar modo alla Commissione di dedicarsi e decidere rapidamente in merito alle radiazioni”

Il caso

  • La riforma, ad esempio, avrebbe impatto anche sul caso di Marco e Marco Antonio Procopio, i due chirurghi indagati nell’inchiesta per la morte di Margaret Spada a seguito di un intervento al naso. I due medici estetici, come ha raccontato il Corriere della Sera, sono tornati a lavorare. Padre e figlio, quindi, sarebbero nuovamente operativi a quattro mesi dalla morte della 22enne siciliana: non più operativi nello studio medico dove si era fatto l’intervento a Spada, il quotidiano sostiene che è comunque possibile prendere appuntamento. Nulla lo vieta. L’Ordine dei medici capitolini, infatti, non può adottare provvedimenti se non a sentenza di terzo grado. La Procura, per il momento, non ha chiesto di inibire l’attività dei Procopio. A determinare l’aggravamento delle condizioni della giovane fu una “polmonite ab ingestis”: restò in coma tre giorni e morì per arresto cardiocircolatorio. Emerse anche che ci furono imperizie nelle manovre di emergenza e che le fu detto che poteva mangiare prima dell’intervento.

skyTg 24

 

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