PNRR, L’EUROPA PAGA I PRIMI 21 MILIARDI ALL’ITALIA
L'Italia incassa la prima rata da 21 miliardi del Pnrr. È il risultato del raggiunto conseguimento, certificato a fine marzo 2022, dei 51 obiettivi previsti nel Pnrr per il 2021. Ma nella stessa giornata il Governo Draghi ha varato un nuovo decreto legge denominato Pnrr 2, per arrivare a giugno 2022 con le carte in regola per poter riscuotere altri 21,1 miliardi di euro dalla Commissione Europea.
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La prima rata del PNRR segue l’erogazione nel mese di agosto di 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento, ha un valore complessivo di circa 24,1 miliardi di euro, con una parte di contributi a fondo perduto pari a 11,5 miliardi e una di prestiti pari a 12,6 miliardi. L’importo effettivamente versato di 21 miliardi di euro (suddivisi fra 10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti) è al netto di una quota che la Commissione trattiene su ogni rata di rimborso, pari al 13% del prefinanziamento ricevuto ad agosto 2021 dall’Italia.
Il pagamento della prima rata del PNRR rappresenta secondo il Governo Draghi un ulteriore passaggio nel percorso di attuazione degli investimenti e delle riforme previsti dal Piano. Sono interventi che permetteranno di accelerare la transizione ecologica e digitale, rafforzare il sistema produttivo, modernizzare la pubblica amministrazione, ridurre i tempi della giustizia e accrescere la dotazione di infrastrutture del nostro Paese.
PNRR, il nuovo decreto legge
Durante il Consiglio dei Ministri n. 72 del 13 aprile 2022 il Governo Draghi, nel giorno del pagamento della prima rata del PNRR da parte dell’Ue, ha varato un nuovo decreto legge Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di 41 articoli, necessari a snellire le procedure di attuazione del PNRR e a ridistribuire risorse che al momento non sono state utilizzate. Ci sono ad esempio dei fondi per la digitalizzazione dei tour operator per i quali non c’è stata richiesta: potranno essere utilizzati sul bonus all’80% per la ristrutturazione delle strutture turistiche, che aveva a disposizione 600 milioni di euro e ha già avuto richieste per 6 miliardi di euro. Il decreto legge servirà anche a cambiare la destinazione dei fondi del Pnrr risparmiati, ma nell’ambito della stessa missione. Potranno naturalmente rafforzare i progetti bandiera delle singole Regioni. Ecco alcune norme da monitorare.
Il monitoraggio di ecobonus e sismabonus
Per valutare il risparmio energetico anche per ecobonus e sismabonus, come già previsto per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che danno diritto a detrazioni fiscali, entra in gioco l’ENEA. Si dovranno trasmettere per via telematica gli interventi effettuati.
Utilizzo del POS
È previsto un anticipo per l’avvio delle multe per esercenti e professionisti che non utilizzano il dispositivo di pagamento elettronico. Sussiste l’obbligo del POS dal 2014, ma le multe per il mancato utilizzo sarebbero scattate dal primo gennaio 2023. Il decreto legge invece le anticipa di sei mesi. Ma su questo tema sarà battaglia.
Concorsi, l’obbligo della lingua straniera
La “riforma del processo di assunzione” prevede che i candidati conoscano almeno una lingua straniera, da verificare nei concorsi per accedere alla PA. Il decreto legge sull’attuazione del PNRR punta anche a disciplinare il “corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media” con la codifica di codici di comportamento.
Prevista anche una newco per spingere la digitalizzazione di Inps, Inail, Istat e delle pubbliche amministrazioni centrali.
I 1.300 posti rimasti vacanti dopo le due edizioni del “Concorso Sud” saranno coperti tramite contratti di collaborazione. Prevista anche l’opportunità di affidare ad esperti in pensione incarichi di consulenza dagli enti locali per interventi previsti nel Pnrr.
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