Bonus medici e infermieri: caos sulla bocciatura di Pd, Iv e M5S
La denuncia dei deputati leghisti in Commissione Bilancio: "Ennesimo schiaffone agli eroi del personale sanitario in prima linea contro il Covid"
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“Dal Governo ennesimo schiaffone agli eroi del personale sanitario in prima linea contro il Covid e a tutto il personale dell’area del comparto delle Aziende e degli enti del servizio sanitario regionale”. La denuncia arriva da una nota diffusa dai deputati della Lega in Commissione Bilancio, che annuncia la bocciatura di un emendamento al dl Rilancio “che prevedeva la possibilità per le Regioni di riconoscere loro un bonus ulteriore”. “Ma come, medici e infermieri non erano mica eroi da premiare?”, ha attaccato Matteo Salvini sui social. L’emendamento in questione, ha spiegato il leader del Carroccio, era il numero 1.4 firma Comaroli (Lega): “21 parlamentari contro, 17 a favore, proposta bocciata. Ma come, medici e infermieri non erano mica eroi da premiare?”, ha cinguettato Salvini. Una bocciatura che i parlamentari della Lega reputano “assurda” e “vergognosa”, visto che il personale sanitario ha lavorato per mesi in prima linea per rispondere all’emergenza Coronavirus. Aveva già suscitato critiche la cancellazione del bonus da 1000 euro per gli operatori sanitari, inizialmente previsto dalle bozze del dl Rilancio e poi escluso dal testo definitivo. Il Decreto Cura Italia invece, ha previsto per loro un bonus da 100 euro. A maggio, i camici del San Matteo di Pavia hanno denunciato la “beffa” sul premio previsto dal Governo: “Doveva esserci un riconoscimento straordinario di 100 euro, cifra già irrisoria, invece ad alcuni sono arrivati 60 euro lordi”, hanno dichiarato ai media. Uno dei problemi, hanno spiegato, era che l’importo del premio è stato calcolato sulla base dei giorni lavorati e non delle ore, con il paradosso che chi è rimasto contagiato, avendo lavorato meno giorni, non ha ottenuto il premio oppure si è visto accreditare solo una piccola parte dell’importo iniziale. “Cento euro come ‘premio’ per aver dato un aiuto importante e concreto a far fronte all’emergenza già di per sé erano ridicoli, un regalo offensivo verso un professionista che ha messo in gioco salute, professionalità, responsabilità e preparazione specifica”, hanno spiegato diversi infermieri in una lettera aperta. “Come ulteriore beffa la quota accreditata sui cedolini dei turnisti è stata adattata in base ai giorni di lavoro e non alle ore effettivamente svolte, con il risultato che nessuno di noi è riuscito a prendere l’intera cifra”. Bonus per il personale sanitario in prima linea per l’emergenza sono stati previsti dalle singole Regioni, che però devono fare i conti con le coperture. Per i deputati leghisti, insomma, queste risorse non sono sufficienti: “Impedire di fatto di destinare risorse ulteriori a chi, direttamente o indirettamente, ha lavorato per mesi in condizioni di emergenza Covid per salvare vite umane”, sottolineano nella nota, “è semplicemente vergognoso”. E concludono: “Ecco la riconoscenza e la coerenza di chi organizza conferenze stampa e dirette Facebook a tutto spiano riempiendosi la bocca di tante belle parole per medici, infermieri ed operatori sanitari salvo poi non passare davvero dalle parole ai fatti”.
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